"Diossina": a general outline

Considerando gli ultimi eventi, non potevamo non parlare di questo argomento “ la diossina”. Brevemente, l’allarme è sorto negli ultimi giorni quando in Germania è stato riscontrato che uova destinate all’alimentazione umana ed esportate in altri Paesi Europei (Olanda e UK) erano contaminate con diossina.
Che cosa è la diossina?

Con il termine “diossina” si intende un gruppo di molecole, la cui tossicità viene espressa in riferimento alla tossicità della 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina (2,3,7,8-TCDD), la più tossica, in I-TEQ (International Toxicity Equivalents). Le diossine insieme ai policlorodifenili (PCB) sono inquinanti ambientali la cui origine in realtà ha poco a che fare con il cibo: la maggior parte viene prodotta durante la combustione di materiale che contengono sostanze clorurate,situazione che si riscontra negli inceneritori dei rifiuti, nella raffinazione dei metalli, nelle combustioni domestiche e industriali di carbone e negli scarichi dei veicoli. Le diossine emesse nell’atmosfera si depositano sul suolo, sui vegetali; gli animali da produzione (anche pesci), mangiando foraggi e/o mangimi contaminati accumulano le diossine. Una volta entrate nella catena alimentare, la loro solubilità nei grassi (e insolubilità nell’acqua) fa sì che queste sostanze si accumulino nei tessuti adiposi di pesci e animali e nei loro prodotti (carni, uova, latte e derivati). Nell’uomo, circa il 95% dell’esposizione alle diossine avviene attraverso cibi contaminati. L’assunzione di latte e latticini contaminati rappresenta approssimativamente il 37% dell’esposizione, una percentuale apprezzabile del totale deriva dall’assunzione di carni bovine (14%), suine (5%) e di pesce e prodotti a base di pesce (26%, di cui 19% di acqua dolce ed il 7% di mare), oli di origine vegetale (6%), la restante percentuale suddivisa con uova carni di pollo e altre carni (EFSA,2004). I prodotti di origine vegetale contribuiscono in piccola percentuale.

La contaminazione della produzione alimentare, oltre ai casi associati ad incidenti industriali o a pratiche alimentari e/o ambientali intenzionalmente fraudolente, avviene spesso a causa di processi errati. In questo ultimo caso, la contaminazione sembra essere avvenuta in quanto grassi vegetali usati nella produzione dei mangimi per animali, sono stati miscelati con acidi grassi destinati a scopi non alimentari , quali la lavorazione della carta.

Effetti sulla salute

E’ noto che un’eccessiva esposizione alla diossina causa effetti tossici al sistema immunitario e al sistema riproduttivo (infertilità), all’embrione (aborti spontanei) e al feto (malformazioni dei neonati). Le diossine provocano seri danni al fegato, al rene, al sistema nervoso. Nel 1997 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha riconosciuto cancerogena per l’uomo la TCDD. Bisogna sottolineare che la maggior parte delle informazioni riguardanti la tossicità di queste sostanze sull’organismo umano sono state ottenute da studi effettuati in seguito ad esposizioni acute tipiche di eventi incidentali e/o esposizioni professionali; mentre le conoscenze sulla relazione causa-effetto tra esposizione alla contaminazione ed effetti sull’organismo sono ancora limitate. Studi recenti sul meccanismo d’azione delle diossine hanno evidenziato che esse sono in grado di modulare l’espressione genica delle cellule, attraverso la mediazione di alcuni recettori in particolare il recettore cellulare AHR (aryl hydrocarbon receptor). Tale alterazione causa gli effetti tossici indicati precedentemente.

Limiti di assunzione

L’attuale dose tollerabile settimanale (Tolerable Weekly Intake, TWI) ossia quantità può essere assunta nell’arco di una settimana, per la durata della vita media, senza che si abbiano effetti tossici apprezzabili relativa alle diossine è espressa in picogrammi, vale a dire in miliardesimi di milligrammi. Il comitato scientifico dell’alimentazione umana dell’Unione Europea nel 2001 ha stabilito un valore cumulativo per la dose tollerabile settimanale di diossine pari a 14 picogrammi (pg) di equivalente tossico (TEQ toxicity equivalence) per chilogrammo di peso corporeo; tale valore è stato ripreso dal Report EFSA del 2004. E’ stato calcolato che l’assunzione settimanale media di diossine con la dieta nell’Unione Europea è compresa tra 8,4 e 21 pg di TEQ/kg di peso corporeo/settimana. (EFSA,2004). Quindi una parte della popolazione risulta sovraesposta alle diossine. E’ da sottolineare che concentrazioni ambientali e l’esposizione umana negli ultimi hanno sono in declino grazie agli sforzi che si stanno effettuando sia sul piano produttivo sia normativo. Sono stati fissati i livelli massimi di diossine e sostanze affini negli alimenti e nei mangimi (Regolamento CE REGOLAMENTO (CE) N. 466/2001 ; Regolamento (CE) n. 199/2006 06). Inoltre sono stati avviati programmi di monitoraggio dell’ambiente e degli alimenti con il fine di assicurare una valutazione accurata della presenza di diossine e PCB diossina-simili (come quello appena pubblicato). Tutto ciò dovrebbe permettere un intervento tempestivo di sequestro e distruzione delle derrate alimentari che presenteranno livelli massimi di contaminazione superiore ai livelli massimi consentiti e quindi una riduzione dell’esposizione a queste sostanze.

OPINION OF THE SCIENTIFIC COMMITTEE ON FOOD ON THE RISK ASSESSMENT OF DIOXINS AND DIOXIN-LIKE PCBS IN FOOD. EUROPEAN COMMISSION HEALTH & CONSUMER PROTECTION DIRECTORATE-GENERAL, 2001
EFSA SCIENTIFIC COLLOQUIUM SUMMARY REPORT Methodologies and principles for setting tolerable
intake levels for dioxins, furans and dioxin-like PCBs, 2004

SCIENTIFIC REPORT OF EFSA Results of the monitoring of dioxin levels in food and feed EFSA Journal 2010; 8(3):1385

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